Il Petrolio Brent

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Il petrolio europeo è in un momento critico. Al giro di boa del 2017 il suo valore è calato in modo drastico. Sulle Borse di tutto il mondo si prevede un'estate a dir poco bollente.

Erano mesi che non scendeva così

Brent a picco. Sarà il clima bollente di questi giorni ma il solstizio d'estate ha fatto un bello scherzetto al greggio europeo. Era dall'autunno scorso infatti (novembre) che il prezzo del petrolio scambiato sulla piazza di Londra non scendeva sotto i 45 dollari al barile.

Il momento è critico e un'eventuale perdurare di questa situazione non farà la gioia degli investitori, o per lo meno di chi avrebbe voluto puntare al rialzo. Che sia dunque arrivato il momento di investire al ribasso?

2017, dalle stelle alle stalle

Per gli italiani le vacanze si stanno avvicinando. Molti nostri concittadini raggiungeranno le agognate mete del relax su quattro ruote. Sempre alla ricerca di modi per risparmiare, l'andamento nell'ultimo mese del Brent è di buon auspicio. Il 29 maggio scorso il Brent troneggiava a 52,59 dollari al barile.

A partire dal 2 giugno però, è riuscito a collocarsi sopra i 50 dollari una unica volta, il 6 giugno: a 50,12 crollando poi nell'ormai celebre 21 giugno fino a 44,82 e riprendendo leggermente quota solo nelle ultime giornate. E pensare che all'inizio dell'anno le prospettive erano molto diverse. La chiusura nel primo giorno di contrattazioni del nuovo anno aveva fatto segnare 55,47 dollari. In quasi sei mesi la perdita è stata di 10 dollari circa a barile.

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O sopra i 50 o niente

La caduta c'è stata. Il Brent è sceso. Secondo alcuni era nell'aria, secondo altri non era poi così scontato. Adesso bisogna rialzarsi ma per scongiurare una crisi, le “linee guida” sono chiare: o ci sarà un rialzo (più di uno) oltre i 50 dollari barile o il paziente dovrà rimanere ancora sotto osservazione.

La domanda poi che in tutti i grandi uffici si stanno ponendo è: dove andrà a finire tutto quel fiume di greggio “galleggiante” in costante aumento sulle navi petrolifere? Siamo arrivati al fatidico punto in cui la domanda supera l'offerta? Un problema questo non solo europeo. Stesso trend anche negli Stati Uniti e nel sempre imprevedibile Medio Oriente.

L'oro nero del Regno Unito si mescola all'Europa

Ha festeggiato i 40 anni di vita, il Brent però continua a essere l'indiscusso protagonista degli investimenti online, come un aitante giovincello. Sembrano davvero lontani i tempi in cui dal Mare del Nord iniziò a zampillare fuori il petrolio. Oggi la situazione è mutata con i campi di estrazione suddivisi tra Regno Unito ed Europa centrale (Danimarca, Germania e Paesi Bassi).

Il contesto geopolitico poi si è notevolmente modificato/complicato (anche) con la Brexit. Come se il Mercato non fosse già abbastanza fluttuante, anche l'uscita-non uscita del Regno Unito dall'Unione Europea rischia infatti di aggiungere zolfo alla miscela.

Vincere è davvero tutto?

“Vincere non è tutto, è l'unica cosa” stringava il navigato broker Max Skinner (Russell Crowe) nella fiaba trade-bucolica di Ridley Scott, Un'ottima annata (2006), dopo l'ennesima mossa spregiudicata capace di fargli riempire le tasche di sterline sonanti. Investire in borsa non è un'operazione di beneficenza e va chiarito bene nella propria testa.

Si investe per guadagnare, senza troppa passione né affidandosi alla fortuna. Si perderà, è scontato. “Una sconfitta ha molto da insegnare. L'importante è che non diventi abitudine” ammoniva proprio lo scaltro zio Henry (Albert Finney) al giovane Max nella già citata pellicola.

Perché AvaTrade?

Ho chiesto a un amico di cimentarsi con Ava Trade senza saperne nulla. La prima operazione con cui ha voluto prendere confidenza è stato il conto demo online al quale è possibile accedere anche registrandosi con il proprio profilo Facebook.

Registrazione a parte, sul social newtwork più utilizzato sul pianeta Avatrade dispone anche di una pagina ufficiale con oltre 60.000 like e un'utilissima chat specifica, ideale per avere informazioni di qualsivoglia natura.

Nessuna esasperazione da parte dello staff a spingere l'utente a immettere i propri dati, ma un'attenta ed efficace serie di risposte a tutte le domande poste.

Acquistare o vendere?

Per chi volesse investire in modo intelligente, un sito internet com'è AvaTrade dovrà diventare il proprio campo base in attesa di lanciarsi alla conquista della vetta. Nessuno arriva in cima al K2 senza un'adeguata preparazione.

Anche il più banale dettaglio trascurato può costare milioni (portafogli permettendo). Ogni giorno il Brest può salire e può scendere. O meglio, sale e scende. Il trading CFD del Brent consente proprio questo ma sono molti i fattori capaci di influenzarne il valore.

A nessuno si chiede di essere veggenti (il Medioevo è passato, ndr). La conoscenza è l'unica scienza che conta. Leggere e saper leggere le notizie del mondo sono un'apripista  fondamentale per prendere sempre più confidenza con il mondo del Brent.

Avatrade? Una scelta dettata dalla testa

“MT4 comprende una vasta gamma di strumenti integrati di analisi”. Voglio partire da qui, da questa semplicissima frase per spiegare esattamente che AvaTrade non è un sito per dilettanti.

O meglio, si può ovviamente partire da livello zero ma è necessario impegnarsi e applicarsi per poterne trarre un lauto profitto. Avatrade vuole formare e far crescere gli investitori del domani portandoli a comprendere ogni singolo meccanismo del mondo del trading, in particolare mettendo nelle mani dell'utente ogni strumento possibile per inquadrare al meglio il bersaglio. Ecco alcuni punti di forza:

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Una breaking news può cambiare il corso di un prezzo. L'aggiornamento costate è fondamentale. Con AvaTrade si può fare. Parafrasando l'Achille “BradPittiano” di Troy (2004, di Wolfgang Petersen): “Sapete cosa c'è, oltre il sito di AvaTrade? Il successo nel trading. Andate, è vostro!!!”.