Opzioni Call e Opzioni Put

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Nel mondo delle opzioni esistono solamente due grandi “squadre”, due categorie, due tipologie di contratti: le opzioni di tipo Call e le opzioni di tipo Put.
E’ come dire che nella pittura esistono i colori caldi e i colori freddi.
E’ una macro distinzione, all’interno della quale ci sono infinite sfumature e infinite distinzioni.

Cerchiamo di capirlo bene semplificando alcuni concetti (mi scuseranno gli esperti): le opzioni Call si possono definire opzioni rialziste, mentre le opzioni Put si possono definire opzioni ribassiste.
Si tratta di una semplificazione della realtà, ma per gli scopi introduttivi di questo articolo può funzionare.

L’altra grande distinzione che è necessario fare relativamente alle opzioni Call e Put è il fatto che noi trader – entrambe le categorie – le possiamo sia comprare che vendere.

Questo ci porta fondamentalmente a riconoscere 4 azioni di base che sono possibili nel trading con le opzioni:

  • comprare opzione Call
  • vendere opzione Call
  • comprare opzione Put
  • vendere opzione Put

Queste sono le quattro azioni di base di cui è composta qualunque strategia con le opzioni: è come se fossero le sette note per la musica.
Sono gli ingredienti fondamentali e solo combinandoli e variandoli è possibile creare infinite sinfonie ed infinite combinazioni, che di fatto ci permettono di creare qualunque strategia e qualunque acrobazia finanziaria noi vogliamo, per poter controllare il currency risk attraverso il cosiddetto currency hedging

Ci sono diverse altre variabili su cui possiamo intervenire nel selezionare e combinare i contratti di opzione.
Alcune di queste sono lo strike, la scadenza, la quantità, il sottostante, etc; ma comunque, alla fine, compiremo sempre e solamente una qualche combinazione fra quelle quattro operazioni fondamentali elencate qua sopra.

Cercherò di semplificarti la comprensione spiegandoti brevemente qual è l’azione di investimento associata a queste quattro azioni di base:

  • Se compri un’opzione Call sei rialzista sul sottostante, ovvero stai andando long. Speri che salga. Guadagni da un apprezzamento. Insomma, ci siamo capiti…
  • Se invece vendi un’opzione Call, allora sei ribassista oppure laterale-ribassista, a seconda dello strike a cui la vendi e della distanza rispetto al prezzo del sottostante in questo momento, una cosa che in gergo tecnico-opzionistico si chiama moneyness.
  • Viceversa, se compri un’opzione Put, sei ribassista sul sottostante
  • Mentre invece se vendi un’opzione put, sei laterale-rialzista oppure fortemente rialzista sul titolo, a seconda di dove la vendi.

Un’altra cosa importante da comprendere è questa: le opzioni sono dei contratti che hanno una natura fondamentalmente assicurativa.
Infatti assomigliano in tutto e per tutto a dei contratti d’assicurazione: chi le compra, infatti, paga un premio corrispondente al valore del contratto stesso, mentre invece chi le vendi sta incassando quel premio.

Nella vita reale quest’ultima azione è permessa solo alle compagnie assicurative.
Nel mondo dei mercati finanziari invece, come dicevamo prima, è una cosa che possono fare tutti.
Di fatto, ogni trader può trasformarsi in una piccola compagnia assicurativa del mondo finanziario e controllare sul meracto dei cambi quello che viene definito currency risk attraverso strategie di currency hedging.
E’ bellissimo pensare di poter fare con quantità piccole e capitali ridotti lo stesso mestiere che fanno le grandi compagnie assicurative.
Ricordiamoci che il business assicurativo è probabilmente uno dei più profittevoli di sempre, ma questo non deve trarci in inganno: per svolgere adeguatamente il mestiere di piccolo assicuratore dei mercati finanziari, e quindi vendere opzioni in modo “seriale”, bisogna essere MOLTO accorti, farlo con attenzione e capire approfonditamente quello che si sta facendo, così da non incorrere nei rischi (potenzialmente grandi) che sono associati a questa attività.

Andiamo a comprendere con delle immagini, che spiegano meglio di mille parole, il profilo delle quattro operazioni fondamentali.
Introduciamo il concetto di payoff: il diagramma di payoff è un grafico molto semplice dove rappresentiamo su due assi l’andamento del profitto/perdita di un contratto di opzione a seconda di come si muove il prezzo del sottostante.
Quindi sull’asse orizzontale rappresentiamo appunto il movimento del sottostante, mentre sull’asse verticale rappresentiamo il nostro profit&loss.

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Se io compro la call sto effettivamente acquistando il diritto di acquistare il sottostante ad un certo prezzo (lo strike) e per acquistare questo diritto pago un prezzo (detto premio, proprio come quello delle assicurazioni), che rappresenta la massima perdita in cui posso incorrere.
Quindi di fatto sto acquistando un contratto, un diritto.
E il premio che ho pagato rappresenta, ripetiamolo, la massima perdita che io posso avere da quella certa posizione, mentre dall’altra parte la possibilità di profitto è teoricamente illimitata.
Guarda le figure qui sotto per comprendere meglio:

PAYOFF DELL’ACQUISTO DI OPZIONE CALL
PAYOFF DELL’ACQUISTO DI OPZIONE CALL
PAYOFF DELL’ACQUISTO DI OPZIONE PUT
PAYOFF DELL’ACQUISTO DI OPZIONE PUT
PAYOFF DELLA VENDITA DI OPZIONE CALL
PAYOFF DELLA VENDITA DI OPZIONE CALL
PAYOFF DELLA VENDITA DI OPZIONE PUT
PAYOFF DELLA VENDITA DI OPZIONE PUT

Quindi, se ti focalizzi sul payoff degli acquisti di opzioni, già intravedi un indiscutibile vantaggio rispetto al trading tradizionale: ovvero il fatto che hai una perdita prefissata limitata, cosa che ti permette di effettuare un Risk Management molto accorto e preciso, senza bisogno di utilizzare il famigerato stop loss.
Lo stop loss infatti è un metodo di difesa e di Risk Management molto meno performante rispetto alle opzioni, soprattutto perché ha una dinamica touch/no touch. Il che significa che quando viene toccato, svolge sì il suo ruolo di limitare la perdita, ma chiude anche la posizione.
Di conseguenza, se quel trade poi – dopo aver toccato il tuo stop loss – va in una direzione che per te sarebbe stata favorevole rispetto all’intenzione iniziale, tu ormai sei fuori.

Questa situazione – ovvero uscire per stop loss da un trade che poi in realtà va dalla tua – è successa un milione di volte a TUTTI coloro che fanno trading.
E ci sono poche cose più frustranti di quella.
Perché è un empasse da cui è difficile uscire: lo stop loss lo devi mettere per forza, perché il compito numero uno del trader è sempre e comunque quello di controllare il rischio, ma se lo metti troppo ampio perdi troppo.

Se invece lo metti troppo stretto ci sono molte probabilità che te lo tocchi con una piccola oscillazione.
Quindi?

Non c’è soluzione a questo dilemma.
L’unica soluzione è usare un altro strumento.
Uno strumento che ti permetta di coprirti dal rischio ma in modo dinamico e flessibile, che non abbia una natura touch/no touch.
Che sia appunto un’assicurazione sulla tua posizione.
Paghi un premio, è vero, ma ti copri completamente.
E’ un costo, lo inglobi nella tua strategia come un imprenditore tiene conto dei costi nel proprio business plan.
Infatti, le opzioni sono proprio lo strumento preferito dai grandi investitori per ridurre il rischio di cambio (currency risk).
Nel senso che quando hai grandi masse monetarie da gestire, le oscillazioni valutarie impattano in modo importante.
Hai la necessità di fare currency hedging: e qual è lo strumento migliore per farlo?
Le opzioni sul forex e sui future del forex.

Utilizzandole intelligentemente è possibile fare currency hedging e gestire il currency risk in modo molto preciso.
E un trader privato può tranquillamente replicare questa politica dei grandi investitori, riducendo la volatilità sul proprio portafoglio dovuta appunto al currency risk.

E, utilizzando le opzioni, potrà finalmente, al posto della frustrazione di essere buttato fuori appena ti tocca lo stop loss, vivere la serenità di stare nella posizione anche se va inizialmente contro e potrà dare al trade il tempo di arrivare a target, pur controllando il rischio in modo perfetto.