

Bayer AG è un colosso tedesco del settore chimico e farmaceutico fondato il 1° agosto 1863 dall’imprenditore Friedrich Bayer e dal mastro tintore Johann Weskott. La società ha sede a Leverkusen (Germania) dove il logo a croce illuminato della Bayer resta tutt’oggi un punto di riferimento della città.
La Bayer ha iniziato vendendo tinte chimiche e ha registrato una rapida crescita con l’esplosione dell’industria tessile nascente. Poco dopo, la società ha introdotto l’Aspirina, un farmaco utilizzato per trattare il dolore, la febbre e le infiammazioni. Questo prodotto è diventato talmente popolare nel mondo che ha portato la Bayer ad entrare nel mercato internazionale.
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Nel 1898 la società brevettò un farmaco a base di eroina (ora illegale) che venne commercializzato come soppressore della tosse. La società detenne il proprio marchio fino alla Prima Guerra Mondiale, periodo durante il quale la Bayer si ritrovò ad affrontare diverse impugnazioni.
Tra il 1914 e il 1918 gli asset della Bayer negli Stati Uniti, in Canada e in diversi altri paesi vennero confiscati, forzando la società ad unirsi con altre società chimiche tedesche per sopravvivere. La società risultante prese il nome di IG Farben, che non si divise fino al termine della Seconda Guerra Mondiale. È in questo momento che la Bayer si riappropria della sua identità.
La Bayer opera nelle seguenti aree di attività: farmaceutica, salute dei consumatori, ricerca sulle colture e salute degli animali. L’area farmaceutica fornisce circa il 30% dei ricavi lordi della società e rimane il segmento Bayer più profittevole. Le attività in quest’area includono ricerca, sviluppo e marketing di prodotti soggetti a prescrizione medica e terapie speciali.
L’IPO della Bayer risale al 2 ottobre 1953, quando la società venne quotata presso la borsa valori di Francoforte, mentre oggi è scambiata presso tutte le maggiori borse tedesche (Francoforte, Berlino, Dusseldorf, Amburgo, Hannover, Stoccarda e Monaco) e spagnole (Madrid e Barcellona). Presso tutte le borse il titolo è scambiato con il ticker BAYN.
La Bayer è sempre rimasta attiva anche dal punto di vista delle acquisizioni e fusioni. Di fatti questa rappresenta una delle strategie utilizzate dalla società nella rincorsa al dominio globale.
Tra le maggiori acquisizioni vi sono AgraQuest, Merck-Consumer Care e Dihon Pharmaceutical. Nel 2016 la società ha chiuso uno dei suoi maggiori accordi: l’acquisizione di Monsanto, il colosso della chimica e della biotecnologia agricola che opera principalmente nei segmenti “sementi e genomica” e “produttività agricola”.
Si è trattata di un’offerta in contanti del valore di $62 miliardi. L’accordo ha portato Bayer in una posizione privilegiata in un mondo con una popolazione di circa 10 miliardi di persone. Inoltre le sinergie derivanti hanno portato la società a guadagnare maggiore responsabilità rispetto alla missione di una “Scienza per una vita migliore”.
La Bayer offre un’ampia gamma di prodotti, tra cui farmaci etici e altri prodotti per la salute, prodotti agricoli e polimeri.
Il titolo Bayer venne quotato in borsa per 109 marchi tedeschi al lancio della società sui mercati nel 1953. A quell’epoca il marco tedesco era la valuta in circolazione in Germania, che venne poi sostituita dall’introduzione dell’euro (EUR) nel 1999, inizialmente a livello contabile, e poi nel 2002 con l’entrata in circolazione di banconote e monete. Nella sua storia il titolo ha registrato solo un frazionamento azionario di 4 a 1 il 20 settembre del 2017.
A dicembre 2018 il titolo Bayer era scambiato a circa €60 per azione, con una capitalizzazione di mercato di circa €55 miliardi. Il titolo Bayer è sempre stato sulla lista dei titoli da tenere d’occhio degli investitori di valore e registra prestazioni costanti.
Dopo una prestazione sottotono al termine degli anni ‘90, il titolo ha toccato un minimo storico a quota €10 circa nel marzo 2003, per poi dare il via ad un rally di diversi anni, che l’ha portato a raggiungere quota €144 nell’aprile 2015.
Il titolo ha poi iniziato a rallentare il proprio rally rialzista, con l’accordo con Monsanto che ha pesato anch’esso sul titolo, dal momento che gli investitori erano preoccupati del debito finanziario e delle numerose cause legali che vennero aperte per evitare il raggiungimento dell’accordo. Con l’accordo Monsanto ormai alle spalle, rimane da vedere se gli investitori daranno fiducia al titolo in futuro.
Nonostante tutte le pressione che pesano sul titolo Bayer, la società ha mantenuto la propria politica di dividendi generosi. La Bayer ha sempre pagato i dividendi su base trimestrale dal 1953 e in media il dividendo è stato pari al 2.7% tra il 2008 e il 2018. Nel 2017 il pagamento annuale di dividendi è stato di €2.80 per azione.
In qualità di leader del settore, la Bayer rappresenta una scelta interessante per molti investitori di valore. Nonostante ciò, nel fare trading sul titolo Bayer gli investitori devono considerare i seguenti fattori:
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