

Il “petrolio” dell’Internet of Things
IOTA è una criptovaluta di nuova generazione creata nel 2015 per soddisfare le esigenze del settore Internet of Things, da cui prende il nome. La grande rivoluzione di questa criptovaluta è costituita dal suo protocollo crittografico innovativo, chiamato Tangle, che consente lo scambio fluido di microtransazioni tra decine di miliardi di dispositivi della rete IOT. La catena IOTA non si basa sul sistema blockchain, pertanto non richiede lo stesso consumo di CPU e tempo: come conseguenza il sistema non prevede l’esistenza di miners, e gli utenti non devono provvedere a pagare loro un compenso. Ogni dispositivo che connettiamo al Tangle diventa responsabile dell’approvazione di due o più transazioni, quindi, all’aumentare degli utenti il sistema diventa più fluido e veloce. La rete può così gestire transazioni potenzialmente illimitate ed è scalabile all’infinito.
La moneta di scambio all’interno della rete IOT è rappresentata dai token, che possono essere definiti come un’informazione digitale, custodita in un registro diffuso (distributed ladger), associata ad uno e uno solo utente del sistema. Lo scopo del token è quello di rappresentare una forma di diritto (diritto a possedere uno strumento, di accedere ad un servizio o un compenso, e così via), esercitabile esclusivamente all’interno di un contesto specifico che gli attribuisce quel dato valore.
Un esempio di token è il gettone per la doccia che riceviamo in spiaggia: in quel dato contesto, il gettone rappresenta il diritto dei clienti di quello specifico stabilimento balneario di usufruire del servizio doccia.
Ora, nel sistema IOTA, i token sono già stati tutti distribuiti, e pertanto non è in atto alcun processo di estrazione: il numero complessivo di IOTA corrisponde a 2.779.530.283.277.761 unità.
IOTA segue il sistema internazionale di misura:
| 1 unità | Iota |
| 1000 unità | Kiota |
| 1000000 unità | Miota |
| 1000000000 unità | Giota |
| 1000000000000 unità | Tiota |
| 1000000000000000 unità | Piota |
Un singolo Iota ha un valore minimo, che si misura in frazioni di cent; pertanto, l’unità più utilizzata per le transazioni è il MIOTA, da cui il nome dell’asset.
Alcuni investitori credono che IOTA sia sulla buona strada per conquistarsi il terzo posto tra le cripto in termini di capitalizzazione di mercato, battendo il Bitcoin Cash. I punti a sostegno di questa eccentrica criptovaluta sono:
Il sistema e la sua gestione sono affidati a IOTA Foundation, una fondazione senza scopo di lucro che coordina e finanzia il progetto senza licenza. La fondazione definisce il token “un protocollo aperto e gratuito per il trasferimento di dati e valori”.
Il suo segreto? La tecnologia tangle, che sostiene l’intero sistema IOTA.
Cos’è il tangle?
Il tangle fa parte dei sistemi definiti a registro condiviso (distributed ladger), ed in particolare si basa su un modello matematico chiamato grafo aciclico orientato (in inglese directed acyclic graph o DAG). Dovunque si decida di partire per unirsi al tangle, di conseguenza, sarà un punto in cui non sarà possibile tornare attraverso alcun percorso (o ciclo). In altre parole, questo grafico è l’esatto opposto del classico diagramma ad albero. Graficamente è rappresentato come segue:
La sua tecnologia funziona in modo simile a una blockchain: presenta sia rete peer-to-peer che un meccanismo di convalida, ma non presenta percorsi a ritroso, perché i singoli blocchi si muovono in parallelo.
Ciò significa che:
La fondazione IOTA è stata creata all’inizio del 2015 da David Sønstebø, Dominik Schiener, Serguei Popov e Sergey Ivancheglo, quattro esperti di finanza tedeschi. Sono stati questi pionieri dello spazio crittografico ad affermare la necessità di uno schema di transazioni alternativo alla blockchain, che fosse in grado di supportare meglio il settore in espansione dell’IoT.
Come abbiamo visto IOTA nasce sostanzialmente per dare una risposta alternativa a tre potenziali ostacoli delle altre criptovalute:
Nel novembre 2015, IOTA ha raccolto 1.337 Bitcoin in un crowdsale globale, e alla fine del 2016 la piattaforma IOTA contava più di 3 milioni di transazioni. A novembre 2017, MIOTA viaggiava alla modica cifra di 0,37$, per poi superare la capitalizzazione di mercato di oltre 1,5 miliardi di dollari nel suo primo giorno di negoziazione. A tutt’oggi lo spazio IOT è in costante espansione, e i limiti alla sua crescita potenziale sembrano ancora molto lontani.
Il 28 novembre 2017 annuncia la partnership con colossi come Cisco, Microsoft, Samsung e Volkswagen. L’aumento del volume degli scambi catapultato da questo annuncio è stato storico: in meno di 24 ore sono avvenute negoziazioni per un totale di oltre 800 milioni di dollari in operazioni, la maggior parte delle quali condotte su Bitfinex.
IOTA è una criptovaluta, e come tale il suo andamento risente delle dinamiche caratteristiche comuni anche alle sue sorelle, come l’elevata volatilità, che la rende particolarmente interessante per i day trader. È influenzata anche dal tipico andamento in tandem del settore, attribuito alla percezione degli investitori, che più volte hanno eletto le criptovalute a beni rifugio. Qualsiasi trader abbia intenzione di entrare nel mercato delle criptovalute, poi, non può assolutamente essere digiuno delle tensioni tra il settore e quello dei governi. Sin dalla nascita di Bitcoin, infatti, le criptovalute sono state nel centro del mirino del sistema legislativo, sotto le pedanti richieste di banche centrali e paesi di tutto il mondo.
Ma IOTA ha anche una storia tutta sua da raccontare. Essendo tra le criptovalute a maggior capitalizzazione, costituisce una possibile alternativa a Bitcoin, e questa correlazione potrebbe aumentare man mano che investire su BTC diventa più costoso. Ma soprattutto investire su IOTA significa investire sulla tecnologia IOT stessa. Più dispositivi si connettono a questa già vastissima rete, più utenti vi prendono parte, e maggiore diventa il suo potenziale.
Infine, non possiamo dimenticare l’incremento a dir poco estremo che l’asset ha dimostrato dopo l’annuncio nel 2017 della partnership con Cisco, Volkswagen e Samsung, e che potrebbe tranquillamente ripetersi a mano a mano che IOTA si conquista la simpatia di un sempre maggior numero di grandi investitori.
Ora che conosci meglio il titolo MIOTA vedi opportunità dio trading? Cosa aspetti a coglierle!
Esistono due modi di tradare criptovalute, IOTA compresa: uno è ottenere un wallet cripto con le relative chiavi crittografiche, acquistabile da alcune exchange bitcoin, e una volta ottenuto convertire i capitali da BTC a MIOTA. L’altro è contrattare sulle variazioni di prezzo dell’asset tramite CFD, senza doverlo acquistare fisicamente, e lavorando unicamente con la tua rassicurante valuta di provenienza. In questo modo non dovrai preoccuparti che il tuo portafoglio cripto possa essere hackerato.
Come qualsiasi altra criptovaluta, ha un prezzo decisamente volatile, che la rende potenzialmente adatta al day trading. Al contrario, sembrerebbe non essere la migliore per gli investimenti a lungo termine, poiché è scesa a livelli molto bassi, se si esclude il breve rimbalzo dopo il crollo di marzo 2020. Per gli standard delle criptovalute si può dire che IOTA abbia un passato piuttosto lungo, ma è pur vero che l’interesse degli investitori sembrerebbe essere migrato verso nuove potenziali alternative. Ovviamente, se la fondazione dovesse comunicare qualche importante aggiornamento del protocollo o qualche altra notizia rivoluzionaria, nulla impedirebbe al prezzo di MIOTA di schizzare ancora.
Se hai intenzione di fare trading su IOTA, ti consigliamo di farlo tramite i prodotti CFD offerti su AvaTrade, o di puntare su altre criptovalute per il momento. Di recente, nel febbraio 2020, IOTA ha dovuto chiudere la sua intera rete dopo che gli hacker hanno sfruttato una vulnerabilità di una delle app ufficiali del wallet e rubato milioni di dollari di monete IOTA. A seguito del blocco on chain nessuno è stato in grado di spostare le proprie monete, anche quelle che non sono state interessate dal furto. A tutt’oggi la fondazione non ha ancora individuato i colpevoli. Fintanto che la situazione si calma, è ancora possibile investire sul titolo tramite CFD, lontani dal rischio di haking.
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