Cos’è il Drawdown

Cos’è il Drawdown
Cos'è il Drawdown

Il drawdown fa parte degli svantaggi della volatilità. Si tratta di un rischio inevitabile, e la chiave per mantenere redditizio il proprio account è gestirlo correttamente. Scopriamo insieme cos’è, perché è importante e come tenerlo sotto controllo.

In gergo finanziario per drawdown di trading si intende la distanza osservata tra il picco più alto e quello più basso di un conto in un intervallo di tempo considerato. Si inizia a parlare di drawdown a partire dal primo movimento contrario, e il suo valore complessivo cambierà solo quando ne saranno registrati nuovi massimi o minimi.

Questo spesso crea un po’ di confusione nei calcoli, anche se in realtà è davvero molto semplice. Il drawdown è la distanza tra il punto più alto e quello più basso di un certo periodo, quindi anche in caso di grafici a zig zag, non si parlerà di un nuovo drawdown finché i precedenti record non saranno superati.

Per poterlo stimare è necessario definire un intervallo di tempo specifico, quindi il dato può essere espresso in percentuale (drawdown relativo) o con la stessa unità di misura del conto.

La formula per ottenere il drawdown percentuale, considerato più fruibile, è:

Drawdown (DD)% = ((Pmax – Pmin) / Pmax)) * 100

dove

Pmin = minimo storico (trough)

Pmax = massimo storico (peak)

Un drawdown è quindi diverso da una perdita, si tratta semplicemente del movimento da un picco a un minimo. I trader considerano invece le perdite come variazioni negative in relazione al capitale di partenza.

Ma rimaniamo sul pratico con un piccolo esempio: investi una notevole quantità di denaro, tipo 100.000 $, in un portafoglio di titoli di tecnologia come Facebook, Google, Twitter e Apple. Questo tipo di titoli sperimentano notoriamente alta volatilità, che si rifletterà sul tuo portfolio.

Probabilmente quando i titoli sperimenteranno movimenti a zig zag, lo stesso farà anche il tuo account. Mettiamo caso nell’ultimo uptrend il tuo account aveva raggiunto un picco di 120.000 $, e che la volatilità lo riduca poi a 90.000$.

Il drawdown sarà calcolato da 120.000 $, ossia il picco, e non dal tuo capitale iniziale (100.000 $). Quindi, in questo caso, sarà pari a 30.000$ (120.000$ – 90.000$). E in percentuale sarà quindi del 25%, ossia (30.000$/120.000$)x100.

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È possibile che un portfolio rimanga reddidizio anche se sta sperimentando un drawdown. Facciamo l’esempio di un account che da 100.000$ aumenti fino a 150.000$, e in seguito per una serie di perdite cali fino a 125.000$.

In questo caso rimarrebbe comunque redditizio (25.000$ di profitti rispetto al capitale iniziale di 100.000$), nonostante il drawdown  (25.000$ dal picco di $ 150.000). Il tuo portafoglio ha infatti restituito un profitto del 25%, pur avendo subito un drawdown pari al 16,7%.

Il rischio che i drawdown rappresentano per gli investitori dipende dallo sforzo necessario per recuperare. Quanto tempo sarà necessario affinchè i prezzi raggiungano nuovamente il picco iniziale? E quale impegno comporterà da parte del trader, in termini di investimenti, recuperare il capitale che aveva prima che il drawdown cominciasse? Sono questi i motivi per cui gli investitori in genere sono tenuti a considerare attentamente il drawdown prima di entrare in un mercato, e rimanere pronti a cambiare strategia alla svelta prima che la situazione sfugga di mano.

Ora che sappiamo quali domande porci rispetto al drawdown, vediamo un semplice esempio numerico, per capire appieno la sua importanza economica. Un drawdown dell’1% richiederebbe appena un guadagno dell’1,01% per essere recuperato. Nulla di preoccupante insomma. Ma un drawdown del 50% (una perdita pari a metà dell’account) richiederebbe un guadagno del 100% (ossia un raddoppio) per essere recuperato. Questo si che desterebbe qualche preoccupazione, no?

Perché i drawdown sono importanti nel trading?

Perché fanno parte dei piani di gestione del rischio, e sono questi che alla lunga ti tengono a galla. Sappiamo bene che differenza c’è tra ricavo e profitto: il profitto è il ricavo totale, meno i costi necessari per generarlo. Tra questi costi rientrano quelli provocati dalla gestione dei rischi di trading. Quindi per quanto tu possa guadagnare con la tua attività, il tuo guadagno effettivo dipenderà sempre da quanto avrai speso per raggiungerlo. é praticamente l’altra faccia della medaglia.

Una strategia che può vantare, diciamo, una percentuale di successo dell’80%, non implica necessariamente che 8 operazioni su 10 saranno redditizie. Ci saranno inevitabilmente periodi in cui ci attraverseremo una serie di sconfitte. È qui che entrano in gioco i drawdown.

Essi sono parte integrante di qualsiasi attività di trading, e qualsiasi piano di gestione del rischio deve prevedere come gestirli in modo efficace in modo da non mettere in pericolo il portafoglio.

Cosa dobbiamo ricordare sui drawdown:

  • Come ogni altro fattore di rischio, il drawdown non può essere eliminato, quindi per proteggerci dobbiamo conoscerlo e prevedere un modo di gestirlo.
  • Possono essere espressi in percentuale (relativi) o in termini monetari assoluti (espressi nell’unità di misura del conto).
  • Misurano quanto un conto di trading sia calato rispetto ad un picco prima di raggiungerlo nuovamente.
  • Il rischio di drawdown è rappresentato dalla percentuale necessaria a superarlo.
  • L’impatto o danno causato da un prelievo si misura così: un drawdown dell’1% corrisponde ad un rischio dell’1,01%, che è la percentuale che l’account deve guadagnare per recuperare. Mentre uno del 20% rappresenta un rischio del 25%, uno del 50% corrisponde ad un rischio del 100%.

Valutazioni da fare sui drawdown

Per quanto fondamentale da valutare, il drawdown preso da solo non basta. è infatti indispensabile leggere questa informazione alla luce del contesto specifico. A seconda della classe di asset su cui si opera, il rischio di drawdown può essere affrontato e tenuto sotto controllo in modi molto diversi.

Un operatore di borsa , ad esempio, proverà a mitigare il rischio di drawdown diversificando il suo portafoglio su diversi settori.

Un trader di criptovaluta lo terrà a bada bilanciando tra monete stabilite, Stablecoin e altcoin.

Un trader forex cercherà di ridurlo valutando l’esposizione rispettiva di coppie valutarie maggiori, minori ed esotiche.

Un buon investimento, quindi, è quello che, nonostante i rischi di mercato e le realtà di drawdown, è comunque in grado di offrire un tasso di rendimento maggiore. Il concetto di prelievo può essere applicato a tutti i tipi di attività nonché al credito personale e aziendale.

La valutazione del drawdown è un aspetto importante della gestione del rischio perché è una conseguenza della volatilità. Viene calcolato su un periodo specifico, e i trader possono decidere di impostare un’efficace diversificazione di portafoglio o un livello di drawdown massimo tollerabile, in base alla finestra di recupero.

Recovery window

Introduciamo quindi questo concetto importante relativo al drawdown: la finestra di recupero, o recovery window. Questa indica il tempo necessario per rimontare e compensare le perdite di drawdown, e varia a seconda del tipo di asset e degli obiettivi di trading.

Può essere molto più breve nei mercati dei CFD, come il Forex, rispetto che in quelli tradizionali, come quelli di azioni e obbligazioni.

Maximum drawdown

è prudente che ogni trader decida un livello massimo di drawdown per suo account o portafoglio, che dipende dal suo grado di tolleranza del rischio. Qualora questo livello dovesse essere raggiunto, l’investitore prenderà le misure necessarie per proteggere il proprio conto.

Queste possono essere drastiche, come cambiare completamente la strategia di trading, o pratiche, come come ridurre l’importo della puntata, restringere gli stop loss o evitare asset volatili.

Ad esempio, considera un trader forex che ha stabilito un drawdown massimo del 20%. Se il livello dovesse raggiungere la soglia di allerta del 15%, potrebbe decidere di ridurre la dimensione dei lotti o evitare gli asset più rischiosi, come ETF con leva e coppie di valute esotiche .

Oltre che negli  investimenti, il drawdown può essere applicato anche nel mondo bancario parlando di prestiti. Se ad esempio il tuo profilo finanziario ti consentirebbe teoricamente di accedere ad un mutuo massimo di 100.000$, potresti decidere di richiedere la cifra per intero o solo una parte di essa.

Se richiedi in prestito l’intero importo disponibile, sarai anche responsabile di interessi, commissioni e spese ad esso proporzionali . Se invece scegli di richiederne solo una parte, anche i debiti e le responsabilità che comporta saranno inferiori.

In questo caso il drawdown si comporta esattamente come un debito pendente, e il rischio ad esso connesso equivale all’obbligo di riscattare il prestito.

FAQ sul drawdown

  • Qual’è un buon livello di drawdown?

    Dipende dalla tolleranza individuale del rischio e dalla personalità. Un trader più drastico può tollerare un drawdown maggiore, mentre uno più prudente preferirà un livello più basso. Come regola generale, tutt’altro che priva di eccezioni, il drawdown non dovrebbe superare il 20%Tuttavia, è sempre consigliabile per investitori e trader che il drawdown dovrebbe essere mantenuto al di sotto del livello del 20%. Impostando un livello di prelievo massimo del 20%, gli investitori possono fare trading con la massima tranquillità e prendere sempre decisioni significative sul mercato che, a lungo termine, proteggeranno il loro capitale.

     
  • Qual è la differenza tra drawdown nel trading e drawdown nel settore bancario?

    Il concetto di drawdown trova applicazione sia nel campo degli investimenti e del trading che in ambito bancario. Nel primo caso fa riferimento ad una riduzione del proprio capitale, più precisamente alla differenza tra il capitale massimo e quello minimo raggiunti da un account in un certo periodo di tempo. Nel mondo bancario, il drawdown è invece collegato al debito contratto. In altre parole nell’investimento il drawdown determina il livello di rischio, mentre nel settore bancario il livello di responsabilità.

     
  • Come si può ridurre il drawdown?

    Il primo passo è calcolarlo, così da conoscere la recovery window, ossia il tempo necessario per rientrare delle perdite subite. Poi decidendo il livello massimo che riteniamo sopportabile in base alla nostra tolleranza al rischio. A questo punto possiamo passare alla pratica: diversificare il portafoglio, gestire la leva, stabilire la dimensione idonea dei lotti da tradare, definire gli orizzonti temporali per le negoziazioni. Non possiamo decidere se esporci o no ai rischi intrinsechi del mercato, ma possiamo e dobbiamo decidere quanto farlo. La diversificazione sacrifica una parte dei profitti potenziali per garantire una maggiore stabilità; la leva permette di ridurre allo stesso modo sia i profitti che le perdite potenziali; la durata delle negoziazioni consente di catturare movimenti più ampi ma espone maggiormente al verificarsi di drawdown; gli strumenti di controllo del rischio come stop loss e take profit possono proteggerci dal improvvisi cali del mercato.