Trading sull’ GBP/USD

Il GBP/USD è il ticker per il tasso di cambio della Sterlina-Dollaro. La coppia GBP/USD appartiene al gruppo delle “maggiori” nel forex, ovvero le coppie valutarie che registrano i volumi di trading giornalieri più elevati. Oltre ad essere una delle coppie valutarie più di lunga data, la coppia GBP/USD è anche estremamente liquida e offre ai trader spread estremamente serrati rispetto alle minori.

La coppia GBP/USD presenta la sterlina come valuta di base e il dollaro Usa come valuta secondaria. Questo significa che il prezzo del GBP/USD rappresenta l’importo di dollari Usa necessari per acquisire una sterlina britannica, nel mercato valutario.

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Storia del GBPUSD

La coppia GBP/USD ha una storia interessante, dal momento che include valute che, in diversi momenti della storia, sono state de facto valute di riserva mondiale. È stato il Regno Unito ad aver colonizzato gli Stati Uniti e la sterlina britannica dominava il mondo della finanza prima dello scoppio della Prima guerra mondiale nel 1914, con oltre il 60% del debito globale denominato in sterline.

Il dollaro Usa si è fatto strada tra la sterlina negli anni 1920 e ora del 1944, di pari passo con l’implementazione del sistema monetario di Bretton Woods a livello globale, è stata la sterlina britannica ad essere ancorata al dollaro Usa. Solo con l’estinzione del sistema nel 1971, le due valute hanno iniziato ad essere scambiate liberamente sui mercati.

Ad oggi, il dollaro Usa è la valuta maggiormente utilizzata come riserva di valore nel mondo. La sterlina è al terzo posto, appena dietro l’euro (EUR). La coppia GBP/USD è sempre stata chiamata cable, in riferimento al primo cavo di comunicazione transatlantico che connette il Regno Unito agli Stati Uniti, che veniva impiegato per trasmettere i tassi di cambio tra i due paesi.

Massimi e minimi

Dall’inizio delle contrattazioni del GBPUSD, vi sono stati alcuni momenti degni di nota nella storia della coppia. Il 16 settembre 1992, un giorno soprannominato Black Wednesday o mercoledì nero, la coppia GBPUSD è crollata del 25% quando il Regno Unito ha abbandonato il meccanismo dei tassi di cambio europeo (ERM).

Più di recente, nel 2016, abbiamo il voto della Brexit, in cui il popolo britannico ha votato a favore dell’uscita del paese dall’Unione europea. La coppia GBPUSD ha perso oltre il 10% in un solo giorno dopo che è iniziata ad emergere la notizia che il Regno Unito aveva votato per uscire dall’Unione.

Tali eventi a parte, la coppia GBPUSD ha raggiunto massimi storici di 2.466 e minimi storici di 1.05. Tali estremi sono stati raggiunti negli anni 1980. Durante la crisi finanziaria globale del 2007/08, la coppia ha raggiunto massimi di 2.11 e minimi di 1.426.

Enti che influenzano il GBPUSD

La politica monetaria è un fattore principale che influenza l’andamento della coppia GBP/USD. Nel Regno Unito, la Bank of England stabilisce i tassi di interesse una volta al mese. Da notare che la BoE non effettua alcun annuncio quando lascia invariati i tassi di interesse, ma emette un comunicato solo quanto alza o taglia i tassi. Negli Stati Uniti, la Federal Reserve stabilisce i tassi 8 volte all’anno. Dal momento che il dollaro Usa è la valuta di riserva mondiale per antonomasia a livello globale, queste 8 date sono molto importanti per i mercati.

I dati occupazionali di entrambe le economie hanno a loro volta un ruolo molto importante, dal momento che tendono a dare indicazioni dell’andamento futuro della politica monetaria delle banche centrali. Sia il Bureau of Labor Statistics statunitense sia l’Office of National Statistics britannico pubblicano i dati occupazionali su base mensile. Tali dati tendono a generare un’elevata volatilità sulla coppia.

Inoltre, il GBPUSD si è rivelato molto sensibile alle notizie politiche, con i trader che tengono monitorati gli eventi politici nel Regno Unito e negli Stati Uniti per approfittare di un possibile aumento della volatilità. Il GBPUSD ha una correlazione positiva con l’EURUSD, ma presenta una correlazione negativa con l’USDCHF.