S&P 500

Cos’è l’S&P 500?

Che cos’è l’indice Standard & Poor 500? S&P 500, come viene abbreviato, riflette le performance dei primi 500 titoli di società leader scelte dagli economisti negli Stati Uniti, ed è quotato al NYSE (New York Stock Exchange) e al NASDAQ (Nasdaq Exchange).

Con oltre 7,8 trilioni di dollari “gestiti” dall’indice, i suoi asset comprendono circa 2,2 trilioni in totale, di cui costituiscono una copertura dell’80 per cento della capitalizzazione di mercato azionario disponibile.

Nonostante l’indice S&P 500 sia differente (per metodologia di ponderazione e il diverso numero di elettori) nonché abbia una posizione di vantaggio rispetto ad altri indici come il Dow Jones Industrial Average (DJIA) o il Nasdaq Composite (altri due indici popolari), le sue componenti e ponderazioni sono determinate dall’S&P Dow Jones Indices.

S&P 500 – informazioni di trading

  • Il contratto future S&P (denominato E-Mini) è negoziabile dal lunedì al venerdì dalle 22.01 alle 20.14 (ora di Greenwich)
  • S&P si muove con incrementi di 0,25
  • Il requisito di margine per la negoziazione di S&P è solitamente di circa lo 0,5 per cento
  • La dimensione minima di scambio è 1 unità
  • La valuta di S&P500 è il dollaro USA (USD)

 

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Composizione dell’indice S&P 500

Tutti le società che compongono S&P 500 sono ponderate in base alla capitalizzazione flottante di mercato, in cui le società più grandi influenzano in larga misura il valore totale dell’indice.

Ad esempio, nel marzo 2015, la somma della capitalizzazione di mercato delle società incluse nell’SP500 era di 18,5 trilioni di dollari. Di questi, il membro principale era la maggiore detentrice delle azioni apple Inc. che contribuì per 720 miliardi di dollari mentre il più piccolo era Diamond Offshore Drilling (DOD), con un apporto di “appena” 3,65 miliardi.

Ovviamente le variazioni del prezzo delle azioni di Apple hanno influenzato l’indice complessivamente di quasi 200 volte di più rispetto a quello del DOD a causa della sua porzione dell’indice. Apple rappresenta il 4% dell’indice, Diamond Offshore Drilling appena  lo 0,02.

Le società dell’indice sono scelte da un comitato al Dow Jones S&P Index. L’organizzazione è determinata a dare un riflesso positivo dell’economia statunitense e per questo motivo si seleziona solo il meglio. In base ai cambiamenti nell’economia, le aziende vengono rimosse o aggiunte.

Le classifiche di S&P 500 sono un’indicazione facilmente accessibile di come i mercati azionari e l’economia si stiano comportando.

Diamo ora uno sguardo alle prime dieci società rappresentate da S&P 500 e il loro valore sull’indice (%)

Exxon Mobil Corp 3.1172%
Apple Inc. 2.4098%
Microsoft Corp 2.0327%
Procter & Gamble 1.8204%
General Electric Co 1.7028%
Intl Business Machines Corp 1.6814%
Johnson & Johnson 1.6238%
JP Morgan Chase & Co 1.6101%
AT&T Inc. 1.5419%
Chevron Corp 1.5091%
Exxon Mobil Corp 3.1172%

Fattori che influenzano il prezzo complessivo dell’indice

Ci sono molti fattori che influenzano il prezzo dell’indice S&P 500, sia internamete (negli Stati Uniti) sia nel contesto economico globale. Ogni mesi si verificano eventi importanti capaci di avere un impatto, poi ci sono altri fatti  più eccezionali come le elezioni americane, conclusesi di recente. Un altro esempio dalle inevitabili ricadute è Brexit, così come eventi politici in grado cambiare “l’umore” del mercato portando di conseguenza a cambiamenti nel prezzo dell’indice.

Un altro fattore capace di influenzare l’indice è il settore delle importazioni e delle esportazioni, direttamente connesso alla domanda e all’offerta a livello locale e globale. La maggior parte degli investitori che commerciano su questo indice devono tenersi al passo con i cambiamenti interni ed esterni che influenzeranno e influenzeranno anche il movimento più piccolo del mercato. Questo è facilmente accessibile seguendo le analisi di mercato e le tabelle di trading S&P, qui su AvaTrade, e i successivi movimenti dei suoi componenti.

Non c’è un minuto da perdere. Segui le variazioni economiche di riferimento che hanno un’influenza diretta sui titoli e indici statunitensi. Queste sono: il tasso di occupazione e disoccupazione, i dati sul prodotto interno lordo, gli aumenti o riduzioni dei tassi di interesse, le regolamentazioni di importazione ed esportazione, i cambiamenti politici, ecc. Per consultare velocemente gli eventi più significativi, si può consultare il nostro calendario economico.

La storia di S&P 500

Nel 1975 Standard & Poor introdusse l’indice S&P 500 come indice di mercato per tracciare il valore delle 500 maggiori società quotate alla Borsa di New York e al Nasdaq Exchange. Aprendo a 386.36 il 1 gennaio 1975, l’indice raggiunse quasi 700 entro il suo primo decennio, valore questo che segnò la fine del boom economico, vedendo ormai vicina la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Dopo vent’anni di crescita elevata, alla fine del 1981 l’indice iniziò a perdere terreno scendendo fino a un devastante 300. Un importante contributo alla reintegro dell’indice fu il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve tra il 1982-2000, recuperando così l’1,350 per cento.

Nel 2000 i mercati azionari dovettero poi affrontare una cosiddetta “bolla”. Diverse le ragioni: la crescita (da un punto di vista numerico) sempre più consistente della middle class, i miglioramenti della tecnologia stava migliorando e la contemporanea presenza di un clima economico stabile che portò ad un aumento della qualità della vita in tutto il mondo. La maggior parte degli speculatori affermò che fosse dovuto agli sviluppi nei settori tecnologici e al clamore che circondava il fiorente sviluppo web e l’utilizzo di internet in tutto il mondo.

Alla fine la bolla è scoppiata poiché la tecnologia colpì pesantemente il Nasdaq di oltre il 90 per cento. S&P 500 scese nuovamente nel 2002 del 40 per cento, toccando il valore più basso della sua storia. S&P500 si è poi nuovamente ripreso nel 2007, rafforzato dalle azioni finanziarie e le materie prime, oltre a beneficiare dei prezzi più bassi delle abitazioni.

Sfortunatamente, a causa delle inadempienze del debito create dal calo dei prezzi delle case, il sistema finanziario precipitò in una spirale negativa che incise sull’indice S& P 500 facendogli toccare il suo minimo storico nel marzo 2007 e registrando un calo del 57 per cento. L’indice ha poi impiegato 6 anni per riprendersi e ora è salito del 200 per cento.