Beni rifugio

Beni rifugio

Quali sono i beni rifugio e a cosa servono?

I beni rifugio sono quei titoli che in periodi di turbolenza dei mercati, mantengono il proprio valore o addirittura lo aumentano. Per questo motivo in tempo di crisi sono molto ricercati da investitori e trader per ridurre le proprie posizioni in perdita.

Inoltre, affinché questi beni possano essere considerati come un effettivo rifugio, devono essere titoli con una liquidità elevata, così da consentire di assumerne facilmente posizioni qualora la situazione del mercato lo richieda.
 

 

I beni rifugio possono cambiare nel tempo, quindi è molto importante tenere a mente che quei titoli che sono stati un ottimo investimento in una crisi passata, potrebbero non esserlo in un’analoga situazione. Mercato in sofferenza o meno, vanno studiati tutti gli elementi prima di prendere le stesse decisioni di un tempo.

Per definizione, a volte, i beni rifugio sono confusi con la copertura di un determinato portafoglio. C’è in realtà una differenza fondamentale.

Una copertura è un titolo la cui valutazione, su base regolare, non è correlata al portafoglio stesso che deve essere protetto. Un bene rifugio invece è un titolo la cui valutazione non è correlata a quel portafoglio in una determinata situazione di crisi del mercato.

È importante capire questa differenza poiché i beni rifugio sono solitamente attraenti per l’investitore solo quando il mercato è in tempo di crisi. Ne consegue che non sono particolarmente redditizi durante la normale attività del mercato. Per questo motivo, i trader ricorrono a questi beni solo qualora la situazione lo richieda (imponga).

Perché fare trading con i beni rifugio in tempo di crisi dunque è molto chiaro. Ecco perché:

  • Proteggono le risorse investite
  • Diversificano il portafoglio di investimenti
  • Aumentano di valore quando il resto dei titoli è quotato al ribasso
  • Permettono di ottenere un rendimento positivo in situazioni di crisi economica

 

 

Come funzionano i beni rifugio?

La volatilità è parte integrante del trading stesso. Come la respirazione è un processo naturale per l’essere umano, così nei mercati vi sono periodi in cui i prezzi dei titoli aumentano e altri in cui calano. Queste situazioni sono generalmente temporanee e definiscono la tendenza rialzista o ribassista, sfruttata poi a dovere dai più esperti operatori che sanno come identificarle e dunque ottenere il massimo dalle proprie operazioni di trading.

Tuttavia in situazioni di crisi prolungata, come può avvenire durante una crisi economica, il mercato è caratterizzato dal perdurare di un crollo del valore dei titoli quotati in Borsa e un costante trend ribassista dei prezzi.

Un esempio di comportamento del mercato in una situazione di crisi economica può essere visto nel grafico seguente che riflette l’evoluzione dell’indice IBEX-35, costituito dai titoli a maggior capitalizzazione della Borsa di Madrid, nel corso dell’ultima recessione globale che ha avuto inizio nel 2008. Durante il periodo indicato, il trend primario di tutti i valori che compongono l’IBEX era ribassista.

Come si può vedere, in una situazione di recessione economica, la quotazione della maggior parte dei valori scende bruscamente, prolungando la caduta per tutta la durata della crisi.

Di fronte a una situazione del genere, l’unica possibilità che i trader avevano per risollevarsi, era quella di cercare attività che fossero correlate o avessero una correlazione negativa con il mercato generale.

Queste risorse sono chiamate “beni rifugio”.

Ad esempio, nella recessione globale iniziata nel 2008, il franco svizzero ha fatto da rifugio nell’eurozona. La domanda di questa valuta ha fatto sì che la valuta svizzera venisse (sovra)stimata durante la crisi, consentendo non solo di minimizzare le perdite ma di ottenere anche un rendimento positivo in una situazione di crisi economica globale. Il grafico seguente mostra l’evoluzione della coppia CHF/EUR (scambio franco svizzero/euro) durante la suddetta recessione.

Esempi di beni rifugio

Questi asset hanno storicamente svolto il ruolo di rifugio nei periodi di turbolenza nei mercati finanziari:

  • Oro
  • Forex
  • Buoni del Tesoro
  • Azioni di beni rifugio

Oro
L’oro è il bene rifugio per eccellenza. Quando i mercati finanziari entrano in crisi, la solidità dell’oro come rifugio di valore spinge gli investitori a spostare le loro “attenzioni” da titoli a rischio a questa materia prima. Ci avete mai fatto caso poi su quanto negozietti di “Compro oro” siano spuntati (fatalità) negli ultimi anni su in tutto il continente europeo, Italia inclusa? Non è certo un caso.

I vantaggi di operare con l’oro in una situazione di crisi sono:

  • Protezione del patrimonio: essendo una risorsa fisica e limitata, l’oro è sempre stato considerato un prezioso bene rifugio. Essendo una risorsa fisica e tangibile, a differenza del denaro della FIAT che può accrescere il suo ammontare con le decisioni di politica monetaria, la quantità di oro rimane sempre praticamente stabile, variando solo in base alla produzione mineraria.
  • Redditività: quando una situazione di crisi continua nel tempo, gli investitori tendono ad accumulare i loro fondi in oro, il che (ovviamente) fa aumentare il loro prezzo grazie alla sempre maggiore domanda.

 

 

Forex – Mercato valutario

Come si può vedere nei grafici precedenti, nel mercato Forex il franco svizzero è considerato una moneta rifugio. La Svizzera ha un settore finanziario sicuro e stabile. Possiede un mercato dai capitali a bassa volatilità. Una disoccupazione in pratica ridotta al minimo e non certo meno importante, un tenore di vita elevato e un bilancio economico positivo.

I vantaggi di operare a favore del franco svizzero in una situazione di crisi dunque sono molteplici:

  • Stabilità: la stabilità economica del paese viene “trasferita” nella sua valuta, quindi viene percepita come sicura. L’indipendenza della Svizzera dall’Unione Europea poi, aiuta anche a proteggere la valuta da qualsiasi crisi politica ed economica che possa interessare l’eurozona (come la recente Brexit)
  • Redditività: vista la stabilità del governo svizzero e del suo sistema finanziario, il franco svizzero, in una situazione di crisi o di recessione economica, generalmente affronta una forte tendenza al rialzo derivante dall’aumento della domanda estera che produce un ulteriore apprezzamento della valuta

Un’altra valuta che è stata tradizionalmente considerata un valore di rifugio è il dollaro americano. La spiegazione è presto detta. Storicamente in tempi di crisi, il suo valore è sempre rimasto piuttosto stabile quando altre valute si sono svalutate.

Non è un caso che le riserve valutarie di molti paesi siano proprio in dollari sonanti a stelle e strisce. Inoltre il dollaro viene utilizzato come valuta di riferimento nel commercio estero. Entrambi i fattori hanno contribuito a mantenere il valore del dollaro e la sua reputazione come bene rifugio sicuro.

Tuttavia, dall’ultima crisi finanziaria globale, la fama del dollaro come valuta rifugio è stata leggermente incrinata a favore dei buoni del tesoro statunitensi.

Nonostante ciò, la valuta americana continua ad avere alcune delle principali caratteristiche dei classici beni rifugio, su tutti la liquidità. Il dollaro rimane, di gran lunga, la valuta più utilizzata al mondo.

Azioni dei beni rifugio

Nei mercati azionari esistono titoli quotati meno inclini al ribasso in periodi di crisi globale o recessione economica.
Questi beni di solito corrispondono a quote di società nei seguenti settori:

  • Servizi pubblici: fornitura di acqua, elettricità o gas
  • Beni di consumo di base: cibo
  • salute

Anche se si verifica una situazione di crisi, i consumatori non possono smettere di esigere dei servizi e utilizzare alcuni prodotti venduti da determinate società, motivo per il quale vengono considerati valori anticiclici.

Indipendentemente dalla situazione del mercato infatti, i consumatori continueranno a comprare cibo, ad assumere prodotti per la salute, a consumare energia e acqua per le loro case.

Pertanto le azioni delle società quotate in questi settori tendono ad agire come beni rifugio in tempi di crisi, apprezzati oltre modo nel loro valore per l’interesse che suscitano in queste situazioni. Nei periodi di crisi, l’investitore trasferisce il proprio capitale a queste realtà a scapito di altri settori ciclici e quindi, più esposti a una diminuzione dell’attività economica come il settore finanziario, l’edilizia o le nuove tecnologie. Tutti ambiti di norma con buoni ritorni, ma di certo non fondamentali quando il piatto piange e l’economia annaspa.

Al contrario, in situazioni normali e non di crisi, i beni rifugio non si distinguono più di tanto poiché offrono rendimenti nella media rispetto ai valori ciclici.

Beni anticiclici, beni rifugio Beni ciclici e più vulnerabili a una crisi
Approvvigionamento idrico ed energetico Settore bancario
Beni di consumo di base Edilizia
Salute Tecnologia

 

 

Buoni del tesoro

I beni rifugio non si trovano solo in azioni e materie prime. Nei mercati a reddito fisso è anche possibile trovare esempi di emissione di titoli di debito che soddisfano le caratteristiche necessarie per agire come beni rifugio.

Le emissioni di titoli di debito considerate beni rifugio corrispondono al debito dei paesi con il rating più alto.

Sulla base di questa premessa, i certificati di debito tradizionalmente considerati come attività prive di rischio sono i buoni del tesoro della Germania e degli Stati Uniti. Questo per una ragione molto precisa. In caso di scadenza di queste obbligazioni, sono i governi stessi i soggetti che dovranno rimborsare il capitale investito. Questo l’investitore lo sa bene ed è altrettanto conscio che Stati Uniti e Germania saranno sempre in grado di pagare i loro debiti, indipendentemente da ciò che accade nei mercati.

All’interno delle emissioni dei titoli debito di questi due paesi, i titoli considerati come beni rifugio più alti sono le obbligazioni a 10 anni.

Per questo motivo, le obbligazioni tedesche e americane sono ampiamente richieste in periodi di instabilità del mercato. Questa richiesta porta ad stimare queste emissioni, abbassando il loro tasso di interesse in proporzione al loro aumento di valore.

Quando un bene smette di essere un bene di rifugio?

Non si può garantire che i beni che abbiano già agito da rifugio in una crisi possano ripetere il medesimo percorso in un analogo periodo di instabilità.

Il trading online con i beni rifugio presenta grandi vantaggi in situazioni di crisi economica o politica, ma quando la turbolenza nel mercato scompare, così si spegne anche l’interesse (e l’ardore) per i suddetti.

È bene ricordare poi che i beni di rifugio non sono permanenti.

L’interesse per il loro valore in tempi di crisi è dovuto alla incessante domanda.
Nel caso delle valute poi, anche con la complicità delle politiche economiche.

Diverso il caso delle azioni dei beni rifugio dove la perdita di attrattiva post crisi non è così significativa. Se queste società infatti ottengono dei benefici in tempi di crisi, una volta che il panorama economico sarà complessivamente migliorato, continueranno a mietere buone performance senza che il proprio valore ne risenta.

Come si possono utilizzare i beni rifugio nel trading?

I CFD sono la scelta più intelligente da fare quando si tratta di fare trading con i beni rifugio.La varietà di titoli su cui è possibile operare con i CFD è molto ampia: azioni, materie prime, obbligazioni e/o coppie valutarie.

Dalle piattaforme offerte da Avatrade è possibile operare sui CFD in tutti i beni rifugio che sono stati indicati:

  • CFD con oro
  • CFD con valute
  • CFDs con azioni
  • CFDs con i buoni del tesoro tedeschi e statunitensi

Quando si opera con i CFD non è necessario acquistare il bene effettivo. Ciò che il CFD consente è ottenere un guadagno a seconda della direzione (trend rialzista o ribassista) su cui è stabilito.

 

Per la natura delle sue caratteristiche speciali, i CFD sono presentati come la migliore opzione per il trading con i beni rifugio rispetto ad altri prodotti derivati come i futures. Ciò è dovuto non solo alle tariffe più basse, ma anche alla loro maggiore flessibilità poiché non hanno una data di scadenza.

Questa flessibilità è fondamentale quando si fa trading con i beni rifugio poiché è necessario avere abbastanza agilità per poter annullare la posizione nel momento in cui la situazione di crisi sia terminata e il valore del bene rifugio smetta di essere interessante.

In sintesi, i vantaggi del fare trading coi CFD di beni di rifugio in situazioni di crisi economica sono:

  • Flessibilità: consente di operare sia a favore di un trend rialzista sia di un trend ribassista
  • Non hanno una data di scadenza
  • Serve come copertura del portafoglio di investimento
  • Consentono la leva finanziaria, che consente di moltiplicare i benefici ma (attenzione) anche le potenziali perdite
  • Alta liquidità: i CFD su titoli che fungono da beni rifugio hanno una liquidità elevata che facilita sia gli ordini di apertura che le operazioni di chiusura